Seconda giornata del lungo weekend in Liguria, cominciato con il Monte Carmo e che prosegue sui trails di Arenzano, sempre alla ricerca dei trail più tecnici della zona, massimizzando il dislivello negativo. Diversamente dal Carmo questa zona è uno spettacolare balcone formato da montagne che si affacciano sul mare, a due passi dalla Riviera Ligure, che racchiudono praterie e preziose zone umide d’alta quota, con la roccia a farla da padrone, in un ambiente ancora incontaminato, dato che è il più vasto parco naturale regionale della Liguria inserito dall’Unesco tra i 35 parchi il cui patrimonio geologico va tutelato, a livello mondiale, con grande attenzione.
Direttamente da Arenazano, grazie al transfer organizzato da Marco Besutti di www.seifuori.it, dal mare ci troviamo in breve tempo in un ambiente di alta montagna al Passo del Faiallo e precisamente alla ‘Nuvola sul Mare’. Il meteo non è dei migliori, un vento molto forte porta lo zero termico decisamente al di sotto dei 0 gradi e la neve ricopre tutti i sentieri con uno spessore di vari centimentri tantè che la pedalabilità è pressocchè uguale a zero costringendoci subito ad un duro spingismo.
Percorriamo un po a tastoni la AV per la cima coppi di giornata ovvero il Monte Reixa (1.183 mt), il tratto sarebbe breve ma le condizioni climatiche proibitive con bufere di vento che sollevano la neve e tolgono la visibilità allungano parecchio i tempi di percorrenza.
La croce di vetta sembra quasi un miraggio in quanto appare all’improvviso dalla nebbia fittissima, sembra quasi di stare in uno di quei film del Polo Nord.
Qui parte una discesa su sentiero molto tecnico e impegnativo a livello fisico prevalentemente su roccia fissa, che per effetto del ghiaccio e della neve risulta percorribile in sella solo parzialmente.
La discesa termina al Passo Della Gava (752 mt) da dove inizia un trail in salita che richiede di spingere la bici e ci permette di raggiungere il Passo Tardia (860 mt), una sella piatta che separa le vette Tardia di Levante e Tardia di Ponente su cui transiteremo nel pomeriggio.
X ROSSA
Fortunatamente le condizioni tornano buone col sole splendente e possiamo così goderci questa discesa molto tecnica con tanti bei passaggi S4. La parte iniziale è molto scenografica dato che passa sotto dei costoni di roccia e dei punti esposti che richiedono però molta attenzione.
Superati questi passaggi, i più belli della giornata, il sentiero prosegue fino alla Casa del Dazio per poi divenire molto tecnico e roccioso lasciando poca tregua fino poco sotto il Monte Bricco Grosso (441 mt).
BRIGNA CLASSIC
Qua intercettiamo il Brigna Classic che scende da Case Brigna e le difficoltà diminuiscono bruscamente, finalmente possiamo mollare un pò i freni dopo tanto tecnicume anche se ogni tanto qualche roccetta e bel tornante richiedono un pò più di attenzione. Atterrati a Campenave dopo un piccolo trasferimento su carrareccia in salita si raggiunge la successiva discesa che inizia davanti ad una abitazione.
SUGARSU
Il sentiero presenta alcuni passaggi artificiali molto divertenti, tra i quali il superamento di un’imponente roccia con una costruzione in legno che ne facilita l’accesso, ultimamente è stato ripulito e sistemato con una nuova via di uscita che evita di guadare un torrente e finire su una strada ormai in disuso perchè completamente franata e pericolante, termina in un sottopasso della A10 da dove si scende alla spiaggia di Vesima.

Da Vesima nuovo transfer fino al parcheggio del Curlo da cui si prende la forestale che sale fino al Passo della Gava (750 mt). La forestale è molto sconnessa con numerose voragini che hanno fagocitato il sentiero e per questo ci costringono spesso a spingere la bici. Man mano che si sale però il sentiero diventa sempre più panoramico con singolari appostamenti per uccelli che regalano visuali privilegiate su tutte le valli e monti circostanti.
Dal Passo della Gava si sale a spinta/portage con la Diretta al Monte Tardia di Ponente (928 mt), è questo il tratto più duro di giornata con pendenze notevoli su sentiero appena accennato e non segnato.
La ricompensa a cotanta fartica è il maestoso paesaggio su Genova e i monti circostanti, tanto da sembrare quasi una cartolina.
GURETTO TRAIL
Dopo un meritato riposo e indossate le protezioni è tempo di scendere, anche questo sentiero è molto tecnico con tratti trialistici e vista costante sul mare, dopo un brevissimo tratto in piano il sentiero precipita al Passo della Gavetta (715 mt) dove per arrivarci in sella servono nervi saldi e buone doti di conduzione della bici sullo smosso.
Dal Passo le pendenze si affievoliscono un pò ma la discesa rimane sempre difficile con tanti tratti di roccia smossa e fissa ed acuminata che non lasciano scampo.
Il sentiero scende a Cima Rianin (600 mt) e termina poco sotto Cima Brusca (480 mt), dove bisogna girare a sinistra per salire al Rifugio Scarpeggin (500 mt) su un sentiero molto panoramico ed interamente pedalabile.
Dal rifugio ancora salita fino al valico (550 mt) dove parte l’ultima discesa di giornata la più tecnica e difficile della zona.
V BIANCA PARTE BASSA
Una discesa senza compromessi, solo gradoni e roccia fissa con tanti passaggi S4, per chi ama il trialistico il must della zona, unica cosa da fare attenzione è la vegetazione dalle parti che in alcuni tratti intralcia il sentiero col rischio di impuntare col manubrio.
La discesa termina a Ca Bugioa (170 mt) e vista la bellezza del trail ci rimane il rimpianto di non aver fatto la V-Bianca integralmente dal passo della Gavetta ma sarà per la prossima volta. Chiudiamo il giro col Sentiero degli Inglesi, interamente pedalabile e molto flow anzi XC, satolli di adrenalina e immensa soddisfazione.
To be continued…
La VIDEO-SINTESI di Toni
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