giovedì, Aprile 3, 2025
Tecnica

La catena si inceppa: dazi USA al 25%, Europa della bici sotto pressione

Dopo un 2023 già segnato da un calo della domanda e della produzione, il mercato europeo della bicicletta rischia ora un contraccolpo ancora più pesante. Dal 2 aprile 2025, gli Stati Uniti imporranno un dazio del 25% su alcuni prodotti importati anche dall’Unione Europea. L’Europa si prepara a rispondere con misure simili. Uno scontro commerciale che minaccia esportazioni, prezzi e investimenti, con ripercussioni anche nel settore ciclistico.

Il contesto: tra post-pandemia e sovrapproduzione

Dopo il boom del settore tra il 2020 e il 2022, alimentato dalla pandemia, dal desiderio di mobilità individuale e dagli incentivi statali, il 2023 ha segnato una forte frenata in tutta Europa. Il mercato è entrato in una fase di raffreddamento naturale, dovuta a diversi fattori:

  • Saturazione: molti consumatori avevano già acquistato biciclette o e-bike durante la pandemia.
  • Eccesso di scorte: rivenditori e produttori avevano sovrastimato la domanda futura.
  • Inflazione e crisi del potere d’acquisto, che hanno rimandato gli acquisti nei segmenti medi e alti.
  • Fine di molti incentivi pubblici all’acquisto di e-bike e cargo bike.

Secondo i dati ufficiali:

  • Le vendite di biciclette nell’UE sono scese da 14,7 milioni (2022) a 11,7 milioni di unità (2023).
  • Le e-bike, pur reggendo meglio, sono passate da 5,5 a 5,1 milioni di unità.
  • In Italia, le vendite sono crollate del 23%, con solo 1,09 milioni di bici tradizionali e 273.000 e-bike vendute.
  • La produzione europea ha subito un calo del 24%: da 12,7 a 9,7 milioni di biciclette.

Paradossalmente, il valore del mercato italiano è cresciuto (+24% rispetto al 2019), raggiungendo 2,6 miliardi di euro, segnale che si vendono meno bici, ma più care, più tecnologiche e di alta gamma.

I nuovi dazi USA: un potenziale shock per l’export europeo

La decisione dell’amministrazione Trump di applicare un dazio del 25% su alcuni prodotti di importazione rappresenta una seria minaccia per i produttori europei, soprattutto quelli con una presenza consolidata sul mercato nordamericano.

Principali marchi europei coinvolti:

  • Canyon (Germania) – leader nella vendita diretta di bici da strada e MTB di alta fascia.
  • Orbea (Spagna) – importante produttore di e-bike e mountain bike, molto attivo negli USA.
  • Bianchi, Colnago (Italia) – storici marchi orientati alla fascia alta e alle competizioni.
  • Focus (Germania), Cube (Germania), KTM Bike Industries (Austria) – attori rilevanti in Europa e in espansione nel mondo.
  • Öhlins – azienda svedese leader nella produzione di ammortizzatori e forcelle, dal 2018 controllata dalla giapponese KYB Corporation, ma che mantiene ancora una identità svedese molto forte.
  • Campagnolo, DT Swiss, Mavic – aziende chiave per componenti come ruote, trasmissioni e freni.
  • Selle Italia, Selle Royal, SMP – leader mondiali nella produzione di selle.

Con l’imposizione dei dazi, che attualmente colpiscono principalmente il comparto automotive, alluminio, acciaio e prodotti farmaceutici, si richia di innescare una guerra commerciale che produrrebe un forte calo della competitività sul mercato americano, con conseguente riallocazione dell’offerta sul mercato interno europeo.

Questo potrebbe alimentare un’intensa guerra dei prezzi e abbassare ulteriormente i margini dei produttori.

La risposta europea: dazi su Fox, RockShox, SRAM e Specialized?

L’Unione Europea ha preannunciato misure di ritorsione, che potrebbero colpire anche le esportazioni americane nel settore ciclo:

Principali marchi americani coinvolti:

  • Specialized – con la sua linea di e-MTB (Turbo Levo) e bici da corsa, è un brand fortemente presente in Europa.
  • Trek, Cannondale – grandi produttori statunitensi con rete capillare di distribuzione nel vecchio continente.
  • SRAM e RockShox – fornitori di cambi, sospensioni e freni utilizzati da decine di marchi europei.
  • Fox Racing Shox e Marzocchi – sinonimo di sospensioni high-end nel mondo MTB.

Un dazio UE su questi prodotti aumenterebbe i costi per i marchi europei che li montano, spingendo potenzialmente verso fornitori alternativi asiatici.

Il ruolo dei marchi asiatici: Shimano, Giant, Merida

Shimano (Giappone) – è il cuore pulsante della componentistica globale, da city bike a modelli top da corsa ed e-MTB. Fornisce gran parte dei marchi europei. Non è colpita direttamente dai dazi USA-UE, ma una perturbazione della logistica o del mercato globale può influenzarne disponibilità e prezzi.

Giant e Merida (Taiwan) – sono tra i più grandi produttori di biciclette a livello mondiale. Spesso realizzano anche modelli per marchi europei e americani. Se le tensioni commerciali porteranno a una riallocazione della produzione, Taiwan potrebbe diventare ancora più centrale.

Prospettive per il mercato europeo: rischi e possibilità

Effetti attesi:

  • Aumento dei prezzi su componenti americani e bici d’importazione.
  • Saturazione del mercato europeo, con eccesso d’offerta interna.
  • Rischio di crisi per i piccoli produttori, meno attrezzati a sostenere ribassi o perdite sui mercati esteri.
  • Stimolo al reshoring e alla produzione europea, ma con tempi lunghi.
  • Pressione inflazionistica su prodotti chiave per la mobilità sostenibile.

Servirebbe una strategia europea di protezione e rilancio

La nuova ondata di dazi rischia di mettere in crisi un settore che, negli ultimi anni, si è rivelato centrale per la transizione ecologica, la mobilità urbana e il rilancio economico post-Covid. A fronte di queste sfide, servirebbe una vera politica industriale europea di tutela: coordinata, lungimirante, capace di rafforzare le filiere locali e sostenere l’innovazione.

E invece, le istituzioni europee sembrano più impegnate a oliare gli ingranaggi della difesa che la catena della bicicletta.

Fonte dati: ANCMA, Eurostat, BikeItalia, PeopleForBikes, PneusNews, Red-Live, Bicimagazine

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